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Torre de‘ Baldovinetti

Restauro generale della superficie lapidea

Borgo Santi Apostoli – Firenze

Data: 2016

Committente
Condominio Borgo SS. Apostoli, 2
Amministratore pro tempore Geom. Leonardo Ciarpaglini

Progetto
Arch. Simonetta Bracciali (progetto architettonico e direzione lavori)

Ricerca storica
Dott.ssa Sofia D’Alessandro

Esecuzione dei lavori
Edil Team Coperture srl
Marco Paci srl (taglio conci pietra)

Arch. Massimo Papaleo

Dott.ssa Francesca Mariottini

Nel 2014 è iniziato l’iter per il progetto di restauro dei prospetti esterni della Torre. L’intervento, terminato nel 2016, è consistito nel consolidamento dei paramenti esterni, nella pulitura della superficie lapidea e nel tassellamento puntuale dei conci in fase di distacco. Per effettuare quest’ultimo intervento è stata messa in opera la pietraforte estratta in una cava ancora in attività nel Chianti fiorentino.

Per una descrizione puntuale della struttura, la storia dell’edificio e la sua ricostruzione dopo la seconda guerra mondiale, si può vedere la completa ricerca storica redatta da Sofia D’Alessandro. Ne diamo qui di seguito un breve riassunto.
La Torre Baldovinetti fu costruita nel XII sec. all’incrocio tra Borgo Santi Apostoli e via Por Santa Maria, a presidio di una delle arterie di comunicazione più importanti della città. In questo punto nevralgico, che collegava il cuore di Firenze al Ponte Vecchio, molte delle più potenti famiglie fiorentine – Amidei, Baroncelli, Girolami, Guidi – vollero edificare un proprio edificio di difesa.
La torre, appartenuta da prima ai conti Guidi, fu acquisita nel 1250 dai Baldovinetti, che alla fine del XIV sec. la inglobarono nel palazzo di famiglia, oggi scomparso. Nel XVII passò ai Salvetti, quindi ai Piacentini. All’inizio del XX sec. è documentata tra le proprietà dei conti Pandolfini.
Prima della “scapitozzatura” duecentesca la torre era coronata da merli e più alta di un paio di piani.
Attualmente, l’edificio, che presenta al piano terra un portale sormontato da un arco a doppia ghiera formato da due archi sovrapposti – uno molto ribassato e l’altro a sesto acuto, si innalza per 32 metri ed è ricoperto dal classico “filaretto” in pietra forte che si fa più grezzo e a tratti irregolare ai piani più alti.
Nella prima metà del secolo scorso, furono proposti diversi interventi di consolidamento (1924, 1935, 1936, 1939) sia della struttura interna che dell’apparto murario esterno. Nel corso del tempo, infatti, erano state aperte parecchie canne fumarie, vani e scarichi che indebolivano la struttura dell’edificio. Soprattutto, al fine di allargare lo spazio abitativo interno del piano terra, erano state ridotte le mura perimetrali che, rimaste ai piani superiori allo spessore originale di m 1,90, misuravano alla base ormai solo 80 centimetri, con grave pericolo per la stabilità di tutto l’edificio. Di fatto non è possibile affermare con certezza in che misura gli interventi proposti siano stati effettivamente realizzati prima degli enormi danni causati dalla seconda guerra mondiale.
Infatti, nella notte tra il 3 e il 4 agosto 1944 i tedeschi in ritirata, per rallentare l’avanzata delle truppe alleate, minarono e fecero saltare tutti i ponti della città e buona parte degli edifici medievali situati alle due testate di Ponte Vecchio: la Torre Baldovinetti fu completamente scoperchiata dallo spostamento d’aria dovuto all’esplosione e al crollo degli edifici adiacenti, ma fu risparmiata dalla totale distruzione perché le mine poste alla sua base non scoppiarono e furono ritrovate durante i primi lavori di smassamento. Alla salvezza dell’edificio contribuirono anche la sua massiccia muratura priva di finestre e la sua posizione arretrata rispetto Ponte Vecchio stesso.
Gli interventi di restauro iniziarono già nel 1945 e furono affidati all’Architetto Nello Baroni. Fu ricostruita l’Altana e soprattutto fu ripristinata la dimensione originaria delle mura perimetrali del piano terra e furono chiuse le canne fumarie, i vani e gli scarichi che erano stati realizzati nel corso del tempo.
Altri interventi puntuali di manutenzione al paramento lapideo esterno furono eseguiti nel 1973 e nel 1975.