La mia formazione
Adesso mi rendo conto che è proprio da lì che ho appreso il rapporto diretto con tutto quello che serve a costruire.
Ho frequentato l’istituto d’arte ad Arezzo e poi mi sono iscritta alla Facoltà di Architettura di Firenze.
Durante gli studi è stato per me fondamentale il disegno come mezzo di conoscenza. Il disegno dal vero mi ha obbligato ad un’analisi strutturale dell’oggetto osservato. E questo sia che si tratti di alberi o fiori, manufatti o oggetti naturali o edifici.
Questa fase osservativa è indispensabile per qualsiasi conoscenza interna, esterna e strutturale al fine di comprendere nella globalità la forma e il sistema costruttivo di un edificio.
Dalla comprensione nasce un intervento di restauro che sappia rispondere alle esigenze strutturali e materiche dell’edificio.
A questo riguardo voglio far notare che l’abitudine di sostituire il rilevo dal vero con foto, poi rielaborate con programmi informatici, può privare gli architetti di un momento fondamentale di conscenza del manufatto.
Mentre frequentavo l’Università ho insegnato Analisi della forma e disegno geometrico al Liceo Artistico di Firenze e all’Istituto d’Arte a Porta Romana, che con i suoi laboratori esprimeva tutta la tradizione dell’artigianato fiorentino. L’insegnamento, inoltre, mi ha messo a contatto con i giovani, aiutandomi a capire quanto sia importante aiutarli efficacemente nella loro formazione non solo professionale, ma anche umana. Per questo mi sono sempre sforzata di comprenderli e di accompagnarli senza perdere di vista l’importanza della disciplina e delle competenze che ero tenuta a trasmettere.
Nel mio percorso di studio presso la Facoltà di architettura, il primo incontro significativo è stato con il Prof. Leonardo Ricci di cui ho apprezzato anche l’esperienza umana e politica. Dal suo insegnamento ho appreso l’importanza di “leggere” la città, comprendendo la struttura del suo territorio e le linee di trasformazione che ne hanno guidato lo sviluppo o ne hanno determinato il degrado.
Nel 1980 ho conseguito la Laurea in architettura con una tesi dal titolo “I beni culturali: problemi istituzionali e tecniche di catalogazione”. Il Prof. Francesco Gurrieri, mio relatore, mi ha insegnato il metodo di analisi e conservazione del patrimonio esistente. Questa esperienza è stata per me di fondamentale importanza per comprendere l’evoluzione del concetto di bene culturale e quello di tutela. In particolare ho potuto approfondire l’aspetto legislativo del problema.
Dopo la laurea, mentre iniziavo la mia attività professionale, ho continuato a collaborare con l’Università di Firenze partecipando ad un’attività di ricerca presso il Dipartimento di storia dell’Architettura e Restauro delle strutture architettoniche, diretto dal Prof. Gastone Petrini. Si è trattato di un’esperienza formativa di grande interesse. Qui ho appreso l’importanza di valutare il singolo bene artistico all’interno e in rapporto con il contesto architettonico e tecnologico attuale in cui è situato.
Ognuno di questi tre maestri mi ha trasmesso una sua particolare visione della professione, dandomi così la possibilità di un approccio integrato al mio lavoro.
Ho appreso cioè a valutare correttamente il contesto cittadino più ampio, a studiare il singolo bene architettonico nella sua struttura e nella sua storia e, infine, a situarlo nel contesto immediato che oggi lo accoglie, studiando cioè non il singolo monumento, ma anche tutti gli impianti tecnologici moderni con cui si integra (impianto luminoso, fogne, telefonia, gas).
L’integrazione di questi tre approcci è il mio costante obbiettivo, perché solo tenendo conto di tutti questi livelli si può tendere ad una lettura complessiva del problema e progettare interventi che tengano presenti le problematiche reali, che siano rispettosi dell’esistente e che consentano di tesaurizzare le conoscenze acquisite a vantaggio di una eventuale manutenzione successiva.

L’attività professionale: dai primi interventi di restauro al recupero di complessi monumentali
La mia attività di Architetto si è svolta soprattutto a Firenze e nei suoi dintorni e a Firenze devo molto su molti piani: professionale, umano, politico, sociale. Ho cominciato a studiarla in maniera metodica nei suoi palazzi, nelle loro facciate rifinite in pietra o con motivi ornamentali, nelle Chiese, nelle piazze. Cercavo di ripercorrere mentalmente il cammino degli architetti e delle abili maestranze, capaci di creare spazi, volumi, rapporti cromatici e luci.
Infatti, la conoscenza del manufatto su cui intervenire è stata per me sempre prioritaria: solo attraverso la ricognizione sull’oggetto e la ricostruzione della sua storia – sia quella della sua edificazione originaria, sia quella delle varie trasformazioni che ha subito – si può arrivare ad interventi di restauro e manutenzione rispettosi dell’edificio. In effetti, ho ben presto compreso che, se lo scopo del restauro è di conservare – fisicamente e matericamente – il bene su cui si applica, questo non può essere efficacemente raggiunto se non comprendendo le cause che hanno portato al deterioramento del bene stesso, cause che, per lo più, sono legate ad un suo uso improprio, alla mancanza di manutenzione ordinaria o straordinaria e, talora, agli esiti di interventi conservativi che si rivelano col tempo inadeguati o addirittura dannosi.
Il filo conduttore del mio lavoro è stato, perciò, quello di conservare l’esistente e, dove necessario, aggiungere con discrezione, evidenziando la sedimentazione storica e approntando interventi in continuo dialogo con l’esistente.
I miei primi progetti erano volti a ristrutturazioni di coloniche situate nel circondario fiorentino (Impruneta, Scandicci, Fiesole) oltre che alla realizzazione di negozi nel centro storico di Firenze, con l’inserimento di importanti marchi di moda in palazzi storici.
Sin da questi primi interventi ho tenuto fede, in concreto, al principio della necessità di conoscere l’edificio su cui intervenivo: alle indagini visive e materiche è sempre seguita una restituzione grafica attenta ai particolari e ho potuto sperimentare come la conoscenza del manufatto sia fondamentale anche per una gestione programmata e consapevole del cantiere.
Per i complessi monumentali più importanti ho documentato in pubblicazioni scientifiche sia le varie conoscenze che si venivano strutturando durante il lavoro, sia la conduzione stessa del cantiere.
Complesso colonico comune di Scandicci
La mia attività professionale di architetto restauratore mi ha messo in contatto con architetti e ingegneri di grande tradizione e maestria e con molti giovani architetti, che talvolta sono diventati miei collaboratori e che sono citati nei lavori di seguito riportati.
Nella veste di direttore dei lavori nei vari cantieri, ho assistito, nel corso degli anni, a importanti trasformazioni riguardanti l’impresa esecutrice dei restauri: se all’inizio della mia attività sono venuta a contatto con imprese, grandi e piccole, ma sempre di importante tradizione fiorentina, col passare del tempo, le maestranze tradizionali venivano sostituite da personale straniero, spesso di grande operatività, ma privo della nostra tradizione, situazione che impone al direttore dei lavori una presenza molto più continuativa in cantiere.
Anche riguardo ai giovani architetti avuti come collaboratori, ho assistito ad una trasformazione nel corso degli anni: se le nuove tecnologie hanno rivoluzionato la modalità di approccio ai progetti con maggiore puntualizzazione, di fatto hanno allontanato i giovani dalla realtà del cantiere.
Villa notificata comune di Bagno a Ripoli
Cronologia dettagliata degli interventi
10. Complessi colonici nei dintorni di Firenze, realizzazione di negozi e appartamenti nel centro storico
- Attività commerciale in via Faenza, Firenze (2007)
- Terratetto in Piazza Duomo (2001- 2003)
- Ristorante “il Latini”, Firenze (2000)
- Palazzo Rucellai, piano terra restauro dei soffitti affrescati delle sale e delle cornici delle porte in finto marmo – Negozio Etro (1999)
- Terratetto Via Nazionale (1993)
- Restauro di n. 4 lunette affrescate e 2 riquadri in una sala del negozio “Bottega Veneta” (1989)
- Restauro del complesso Lame di Sopra, Fiesole (1990-92)
- Restauro e riuso del piano nobile di un palazzo cinquecentesco in via Maggio (1990-92)
- Restauro architettonico del complesso Corte dei Mellini, Bagno a Ripoli (1985-87)
- Restauro del complesso architettonico di Riboia, Impruneta (1985-87)
- Appartamento nel centro storico – Firenze (1980-2000)
- Restauro del complesso colonico di Bottai, Impruneta (1980-82)
- Restauro e ristrutturazione di due negozi “Oreficeria Fallaci” su Ponte Vecchio (1980-82)
- Restauro e consolidamento della torre di avvistamento del XVI sec., Scandicci (1975-77)
- Ristrutturazione di porzione delle argenterie Braganti, Via Ponte alle Mosse, Firenze (1970-72)
- Restauro della fattoria agricola Poggiarelli, Greve in Chianti (1970-72)
11. Restauro e conservazione di complessi monumentali
- Androne del Chiostro dei Morti (2019-2020)
- Loggia Rucellai (2019)
- Palazzo Pucci , restauro facciata porzione centrale (2018)
- Oratorio di San Francesco Poverino, Firenze (2015 – 2016)
- Torre de‘ Baldovinetti, Firenze (2014 – 2015)
- Villa la Cicogna, Terranuova Bracciolini (AR) (2013-2015)
- Palazzo Pucci , restauro coperture e terrazze (2011-2013)
- Parco Naturale di Migliarino (2006- 2007)
- Il Sonno di Giuseppe, restauro affresco (2006)
- Chiesa di San Procolo, restauro copertura crollata, Firenze (2005- 2007)
- Altana Palazzo Rucellai (2001)
- Tabernacolo delle cinque lampade (1998)
- Palazzo Lotteringhi della Stufa (1998-2011)
- Palazzo Pepi, Firenze (1997-1998)
- Palazzo Rucellai, Firenze (1996-2004)
- Palazzo Pucci, restauro facciata su via Ricasoli Firenze (1993 – 1995)
- Castello di Marciano della Chiana, Arezzo (1990 -2010)
- Manufatto di archeologia industriale (1988 – 1991)
- Conservazione, incremento e consumo dei valori ambientali nei luoghi urbani pubblici di Firenze (1990)
- Modello della Cupola di Santa Maria del Fiore, Firenze (1991)
12. Progetti in corso di realizzazione
- Convento dei Servi di Maria, Firenze (2015 – in corso)
- Chiostro dei Morti (2015 – in corso)
- Complesso Basilicale della SS. Annunziata, Firenze (2015 – in corso)
- Oratorio di San Sebastiano alla SS. Annunziata, Firenze ( 2014 – in corso)
- Palazzo Sforza Almeni, Firenze (2014 – in corso)
- Monastero di Santa Maria alla Marca (2011 / 2018-in corso)
- Monastero delle Benedettine di Santa Marta, Firenze (2010 – in corso)
- Biblioteca Storica Seminario Arcivescovile Maggiore Fiorentino




