Palazzo Pucci

Via de’ Pucci – Firenze

Data: 2016

Committente
Famiglia Pucci di Barsento

Restauro e conservazione della facciata su Via Ricasoli

Progetto
Arch. Simonetta Bracciali (progetto architettonico e direzione lavori)

Esecuzione dei lavori
R.A.M. di Fabio Mannucci snc

Date
2001-2006

Intervento alle coperture, terrazze, facciate

Decorando di Luca Vignola
Edilasfalti srl
Tecnologia e Giardinaggio snc

Date
2011-2013

Intervento alla palazzina Pucci

Vignola Restauri srl

Date
2016

Ispezione della facciata monumentale

Edil Bonaccorso – Marco Paci – restauratrice Debora Scavazzon

Date
2017

Restauro e conservazione della facciata monumentale e manutenzione straordinaria della copertura

Edil Bonaccorso – Marco Paci – restauratrice Debora Scavazzon

Date
2017

Restauro e conservazione della facciata su Via Ricasoli

Arch. Serena Bacci
Designer Debora Pomo
Saverio Balli

Intervento alle coperture, terrazze, facciate

Arch. Massimo Papaleo

Intervento alla palazzina Pucci

Arch. Alessio Mecocci (direzione Lavori Architettonica)

Ispezione della facciata monumentale

Arch. Massimo Papaleo

Restauro e conservazione della facciata monumentale e manutenzione straordinaria della copertura

Arch. Massimo Papaleo

Questo storico palazzo fiorentino, estendendosi interamente lungo la via a cui dà il nome (via de’ Pucci), occupa quasi un isolato fra Via dei Servi e Via Ricasoli.
Il nucleo più antico dell’attuale palazzo era costituito dall’accorpamento di case e orti acquistate da Antonio Pucci nel 1480.
Una prima unificazione delle varie proprietà fu realizzata da Antonio da Sangallo il Giovane, intervenendo sul nucleo centrale e altre proprietà contigue.
La grandiosa facciata che corre su via de’ Pucci è la più importante e la più ricca di elementi decorativi. Nella sua forma attuale è stata spesso attribuita a Bartolomeo Ammannati. Tuttavia, pur conservando elementi cinquecenteschi nel balcone e nelle colonne della parte centrale del palazzo, è certamente dovuta al rifacimento seicentesco di Paolo Falconieri.
Completamente intonacata, si presenta con cantonali in pietra e risulta scandita in tre ordini dalla presenza di due cornici marcapiano in pietra. Vi si aprono finestre inginocchiate, finestre timpanate, che alternano il timpano di stile classico con quello curvilineo, e semplici finestre di stile ionico. La facciata termina con il cornicione.
Le stesse caratteristiche formali e decorative si ritrovano anche sul prospetto di Via Ricasoli.
All’interno del palazzo si aprono tre cortili: il primo a sinistra, nella porzione di palazzo abitata dagli eredi del marchese Emilio Pucci, si sviluppa su via dei Pucci e su via Ricasoli ed è di forma quadrangolare con loggiato su due lati. Il secondo, situato nella parte centrale, è di proprietà del Marchese Giannozzo Pucci. Infine il terzo cortile si sviluppa fra via dei Pucci e via dei Servi ed è attualmente di proprietà dell’Arcidiocesi di Firenze.

Nel 1993 ho iniziato il restauro del prospetto monumentale affacciato su Via Ricasoli.
Il progetto trae origine da una serie di ricognizioni su interventi precedenti e da operazioni di rilievo materico al paramento che era in cattivo stato di manutenzione. L’intero prospetto del palazzo, infatti, era già stato oggetto di importanti interventi, l’ultimo dei quali era stato diretto negli anni 1963-66 dall’arch. Piero Sanpaolesi.
Le nostre ricognizioni iniziali hanno evidenziato che alcuni elementi dell’apparato decorativo in pietra, già restaurati da Sanpaolesi, avevano bisogno di una manutenzione diversa da quella necessaria per gli elementi in pietra originali.
Sono stati poi totalmente revisionati il canale di gronda e l’intero cornicione.

Nel 2011 la porzione del prospetto centrale, è stata oggetto di un ulteriore restauro, relativamente alle coperture e alle terrazze.
Tale intervento, fortemente voluto dal Marchese Giannozzo Pucci, è partito dall’esigenza della proprietà di dotare le coperture di un “nuovo” pacchetto isolante e di impermeabilizzare le terrazze per creavi un piccolo “orto urbano”.
In fase preliminare, grazie ad un’ampia e complessa campagna di saggi effettuati alle terrazze e alle coperture, sono state individuate plurime stratificazioni di interventi pregressi che hanno presentato serie problematiche al nostro lavoro.
Pertanto si è resa necessaria la progettazione di una nuova copertura.
Oltre alla struttura portante in travi di abete, è stata realizzata l’areazione del sottotetto mediante aperture poste tra i travicelli e schermate da griglie di rame. La copertura è stata poi impermeabilizzata con membrana traspirante.
Laddove possibile, la proprietà ha richiesto l’uso di materiali naturali secondo i concetti della bioarchitettura.

PALAZZINA

Sempre nella porzione centrale del Palazzo, precisamente nella parte retrostante, è ubicata “la Palazzina” in cui, nel gennaio del 2016, sono stati effettuati interventi per cambiare la destinazione d’uso da uffici a scuola.
Per ricavare gli spazi da adibire ad aule sono state demolite le tramezzature divisorie al piano terreno, primo e secondo. La demolizione ha richiesto il monitoraggio e la verifica costante della flessione dei solai soprastanti, dato che la struttura portante di quest’ultimi, realizzata in travetti di calcestruzzo a sezione trapezoidale, poggiava in mezzeria sui divisori. Inoltre per le esigenze scolastiche la Palazzina è stata dotata di idonei impianti tecnologici.

Nel 2018 iniziano i lavori alla facciata monumentale di proprietà del Marchese Giannozzo Pucci.

Copertura

Terrazze

Parete Curia

Parete Tergale

L’ispezione alla facciata monumentale di Palazzo Pucci è stata eseguita nel dicembre 2017 per mezzo di piattaforma elevatrice.
Dopo aver concordato con la ditta Bonaccorso a seguito del sopralluogo l’impiego della piattaforma elevatrice per l’esecuzione dell’ispezione, si prevedeva la presenza dell’Ing. Enrico Bracciali per la parte strutturale, dell’Arch. Massimo Papaleo per i rilievi grafici e fotografici e della ditta Marco Paci Srl per l’ispezione all’apparecchio lapideo.
Preventivamente all’ispezione sono state visionate le problematiche emerse a seguito della prima ispezione eseguita il 7-8 maggio 2012 con l’ing. Stefano Morelli e la restauratrice Alessia Torraca.
Le risultanze della prima ispezione, oltre alle fisiologiche e ben note problematiche di degrado della pietra forte, erano preminentemente relative all’instabilità degli elementi lapidei del parapetto del balcone del secondo piano. Tale situazione evidenziata cinque anni orsono, ci ha permesso di individuare le problematiche di maggior rilievo durante quest’ultima ispezione. Abbiamo potuto raffrontare grazie alle riprese fotografiche delle due ispezioni lo stato di conservazione del canale di gronda in rame, degli stipiti delle finestre con i relativi frontoni e di tutte le parti in pietra.
Nella sostanza è stato constatato che in questi anni lo stato di conservazione della facciata è peggiorato notevolmente.

Si riportano per punti gli interventi eseguiti:
La falda del tetto su Via de’ Pucci, compreso gli abbaini, presentava in più punti coppi e tegoli completamente smurati. Sono stati rifissati e sostituiti quelli rotti nonché rimossi dal canale di gronda per eseguire sua pulizia;
Le saldature in piombo degli elementi in rame di rivestimento del canale di gronda erano sostanzialmente tutte saltate e/o crepate; sono state ripulite e sigillate con silicone per non permettere l’infiltrazione d’acqua alla muratura del cornicione e del muro sottostante.
Sono stati ispezionati i modiglioni del cornicione ed il bottaccio con cornice ad ovoli e dardi che risulta essere in calce rifatta durante il restauro degli anni Sessanta dell’Arch. Piero Sanpaolesi. Dagli ovoli sono stati eliminati le parti decoese ed in fase di caduta sebbene sia necessario intervenire per consolidare la materia che risulta particolarmente fragile;
Sono state ispezionate tutte le superfici intonacate e sono state eliminate le piccole porzioni che presentavano pericolo di caduta;
L’ing. Enrico Bracciali ha verificato la struttura del balcone del secondo piano che risulta essere in stato di maggiore dissesto statico rispetto alla prima ispezione del 2012, tanto che è stato deciso di creare una struttura in tubi innocenti ancorata alla massa muraria della facciata e che ingabbia il parapetto del balcone per scongiurare l’eventuale caduta di elementi lapidei sulla pubblica via.
Il balcone, lo stemma e i riquadri in pietra sono stati visionati oltre che dal punto di vista strutturale anche dal punto di vista materico. Le porzioni in fase di distacco sono state rimosse manualmente senza l’ausilio di attrezzatura e di sollecitazione meccanica, di fatto le parti maggiormente degradate sono gli elementi lapidei dei frontoni delle finestre sostituiti durante il restauro diretto dall’Arch. Sanpaolesi.
Sono stati ispezionati tutti gli elementi di pietra delle finestre e del portone di accesso al Palazzo sia dal punto di vista strutturale sia dal punto di vista materico mediante noccatura. Dopo aver asportato le parti in fase di distacco alla sola ispezione manuale, l’Ing. Bracciali ha anche verificato che non vi fossero altre parti pericolanti.

2012

2017

Descrizione degli interventi
Facciata e coperture
Circa la facciata monumentale, non si registrano variazioni sostanziali rispetto al progetto autorizzato. Con il presente progetto si va meglio a specificare del consolidamento del parapetto e dei plinti dei balaustrini del balcone del piano terzo in quanto versanti in pessimo stato di conservazione come è possibile riscontrare nell’allegata documentazione fotografica. L’intervento che si propone di realizzare consiste nella rimozione della mantellina di piombo e nello smontaggio della cimasa rotta del lato corto sul fronte destro del balcone. Farà seguito il rimontaggio ed inghisaggio dell’elemento orizzontale alla muratura della facciata ed alla cimasa frontale del parapetto. Circa le basi dei balaustrini particolarmente decoese e ormai ridotti a monconi privi sia di forma sia di idoneità strutturale, si propone di sostituire i monconi dei plinti con nuovi elementi lapidei che verranno inghisati sia al balustrino sia al piano di calpestio del balcone. Per quest’ultimo, si propone di smontare la pavimentazione in cotto messa in opera con il restauro degli anni Sessanta, impermeabilizzarne il fondo e dare più idonea pendenza per allontanare l’acqua meteorica.
A seguito dello smontaggio del manto di copertura è stato possibile constatare che l’orditura secondaria in legno presenta diversi ammaloramenti dovuti a pregresse infiltrazioni d’acqua e la trave di mezzeria posta nei due vani in controfacciata oltre il bagno deve essere sostituita in quanto non più idonea. Si propone di sostuire i travicelli in essere con nuovi travicelli della stessa essenza di dimensioni 9x9cm. La trave ammalorata sarà sostituita con una nuova trave in abete delle dimensioni di 24x24cm.
Al fine di rendere praticabile la copertura per future ispezioni a seguito dell’installazione del sistema anticaduta (linee vita), in luogo del classico massetto da allocare all’estradosso delle pianelle, si propone di inserire un tavolato di legno d’abete posizionato su listello ed stendere un solo strato di pannelli coibenti di sughero dello spessore di sei cm oltre strato finale di guaina ardesiata sotto il manto di copertura in coppi e tegoli.
Inoltre, verificato che il controsoffitto presente nei vani di controfacciata risulta essere di formazione novecentesca, si propone di rimuoverlo per ritrovare la spazialità originaria come nel vano cucina.
Relativamente agli abbaini, verrà rimosso un massetto superfluo sottostante il manto di copertura, mediamente di 10cm, al fine di alleggerirne il carico.
Si provvederà a razionalizzare i comignoli e gli sfiati a tetto in modo da riordinare tutti gli elementi mediante l’eliminazione di quelli in disuso. A tal proposto si propone di realizzare accanto al comignolo presente sulla copertura del corpo scale di accesso alle coperture, un nuovo comignolo per la cappa d’aspirazione della sottostante cucina in quanto quella in essere non risulta più adatta e si propone di ridurre l’altezza del comignolo a servizio della centrale termica condominiale danneggiato durante i recenti eventi atmosferici.
Circa la gronda di rame di raccolta delle acqua meteoriche della falda di tetto oggetto d’intervento, è stata verificata la fattibilità di far confluire l’acqua della falda di tetto sul pluviale posto in prossimità del cantonale di destra della facciata in comune con la confinante proprietà dell’Arcidiocesi di Firenze annullando il tratto di gronda e di pluviale che erano da convogliare nella calata presente sul cantonale di sinistra.

Piano quarto attico/sottotetto
Relativamente al piano in questione, come già specificato sopra, si propone di rimuovere il controsoffitto posticcio negli ambienti sottotetto di controfacciata per riportare gli ambienti alla spazialità originaria. A seguito di saggio eseguito a pavimento, è stata verificata la presenza di una soletta armata sopra l’originario soffitto ligneo del salone della musica del piano terzo celato da una stuoia affrescata. È stata quindi constatata l’inflessione della trave centrale e di un avvallamento stimabile in mezzeria in 20 cm circa.
Pertanto, si rende necessario intervenire alleggerendo il solaio ligneo mediante la rimozione manuale della soletta armata nei due ambienti di controfacciata e nel vano di disimpegno, consolidare la trave mediante l’ausilio di una trave di ferro da posizionarsi all’estradosso della trave inflessa e di ricostituire il piano di calpestio mediante nuovo tavolato ligneo di 4 cm avvitato ai travicelli esistenti (vd. particolari costruttivi tavola 1 a cura dell’Ing. Enrico Bracciali dello studio di Ingegneria Sodi &Associati). Infine, si propone di eliminare il tramezzo tra il vano disimpegno e la stanza centrale di controfacciata per non gravare sul solaio sottostante e di creare un piccolo vano tecnico in luogo della rientranza presente nel servizio igienico adiacente.

Tavole

Saggi