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Palazzo Lotteringhi della Stufa

Piazza San Lorenzo – Firenze

Data: 2001-2006

Committente
Privato

Progetto
Arch. Simonetta Bracciali (progetto architettonico e direzione lavori)
Ing. Carlo Succi (progetto strutturale e direzione lavori)

Esecuzione dei lavori
Per Restaurare S.r.l (opere di muratura)
Pagliarani Impianti di Pagliarani Paolo (impianti idrotermosanitari)
Turchi Averardo di Marco Turchi e C. s.n.c. (impianti elettrici)

Arch. Johannes Maaz

Designer Debora Pomo

Arch. Anna Pecoraro

Il Palazzo, posto sul fianco laterale della Basilica di San Lorenzo, fu fatto edificare dai Lotteringhi della Stufa nel XIV secolo (“Stufa di San Lorenzo” era uno degli antichi bagni pubblici della città) e poi modificato nel XVI secolo.
La facciata del Palazzo ci è giunta divisa in due parti soprapposte; la parte più antica e originale è quella del piano terra caratterizzata da un bugnato liscio di pietra, mentre la parte superiore è completamente intonacata. Al piano nobile si aprono semplici finestre rettangolari, mentre quelle del piano superiore sono centinate con cornici in pietra. Un’ampia altana divisa da colonnine completa l’alzato.
All’interno, i saloni del piano nobile, frequentati nel secolo scorso da esponenti della cultura italiana ed internazionale, mostrano stratificazioni medioevali e rinascimentali, rifiniture settecentesche e interventi ottocenteschi di influsso francese.
Il restauro:
Nel 1998 sono iniziati i lavori di restauro degli ambienti di un’unità immobiare del palazzo articolati su più livelli.
Il restauro dello scalone monumentale ha portato all’interessante scoperta di una pilastro con un bellissimo capitello antico similare a quelli presenti nei negozi che si trovano al piano terra del palazzo.
Nell’appartamento un intervento molto complesso è stato il rifacimento di tutti gli impianti. Non volendo manomettere i decori della pavimentazione, del soffitto e delle pareti, conducendo delle ricerche e dei saggi, è stata individuata sotto il pavimento in parquet, una botola che ha dato accesso ad un mezzanino in disuso ricavato tra i solai e l’estradosso delle volte trecentesche. Qui sono stati rinvenuti parecchi elementi architettonici e pittorici: una scala in pietra serena, attualmente tamponata agli estremi, che in origine collegava il piano terra ai piani soprastanti, degli archi e una decorazione parietale rappresentante finta tappezzeria in vaio, secondo uno stile tipico del ‘300.
Il ristrovamento del mezzanino ha permesso non solo di risolvere il problema della collocazione degli impianti tecnologici ma anche di valorizzare questa porzione, fin allora sconosciuta, del palazzo salvaguardandola e valorizzandola con adeguata illuminazione.
Il restauro è quindi avvenuto nel rispetto degli elementi architettonici e decorativi del passato, come vuole il restauro conservativo odierno.