Palazzo Sforza Almeni
Via dei Servi, Firenze
Data: 2014
Privato
Progetto
Arch. Simonetta Bracciali (progetto architettonico e direzione lavori)
Ing. Luigi Palchetti Tosi (impianto meccanico)
P.Ind. Alessandro Cuccuini (progetto impianti elettrici)
Ricerca storica
Dott.ssa Sofia D’Alessandro
Esecuzione dei lavori
R.A.M. di Fabio Mannucci snc
Ditta Palchetti (impianti meccanici)
Sirte Impianti (impianti elettrici)
Società E. Palchetti & C. SRL
Arch. Massimo Papaleo
Il Palazzo Sforza Almeni, situato all’angolo tra via de’ Servi e via del Castellaccio e attribuito a Giuliano di Baccio d’Agnolo, fu eretto tra il 1510 e il 1520 sulle case e sulle botteghe degli Aghinetti acquistate da Piero d’Antonio di Taddeo (Taddei).
Dal punto di vista architettonico, le tracce di questo accorpamento sono a tutt’oggi perfettamente leggibili nella struttura dell’interrato e nel prospetto secondario di via del Castellaccio, ma risultano occultate nel prospetto principale e nello sviluppo verticale del palazzo, nei quali hanno invece prevalso gli interventi cinquecenteschi. Infatti, dopo svariate vicissitudini storiche e passaggi di proprietà, il palazzo fu donato, nel 1546, da Cosimo I a Sforza di Vincenzo Almeni, suo coppiere, che, gli anni a seguire, commissionò svariate opere architettoniche ed artistiche.
Nel 1553 il Vasari progettò il programma iconologico dei graffiti della facciata monumentale, eseguiti da Cristoforo Gherardi nel 1554: ad oggi di questi graffiti non è rimasta, purtroppo, alcuna traccia. Anche all’interno del palazzo, al piano terra, il Vasari progettò il soffitto di una sala, affrescato poi, tra il 1554 e il 1560, dai suoi collaboratori.
Nel 2014 sono stati eseguiti i lavori di restauro del piano terra e del piano interrato.
Al piano terra sono stati restaurati tutti gli ambienti con un intervento di tipo conservativo, mentre al piano interrato si è scelto di recuperare gli originali spazi trecenteschi, grazie alla rimozione di tramezzi e controsoffitti posticci che erano stati edificati ai primi decenni del ‘900.
Correlare rispettosamente la tutela del bene storico e artistico con l’adeguamento funzionale degli impianti tecnologici è stata la sfida più impegnativa di questo lavoro.
Correlare rispettosamente la tutela del bene storico e artistico con l’adeguamento funzionale degli impianti tecnologici è stata la sfida più impegnativa di questo lavoro.