Monastero delle Benedettine di Santa Marta
Via di Santa Marta – Firenze
Data: 2009 – in corso
Committente
Monache Beneddetine di S. Marta
Progetto
Arch. Simonetta Bracciali (progetto architettonico e direzione lavori)
Ing. Stefano Morelli (progetto strutturale e direzione lavori strutturale)
Ricerca storica
Dott.ssa Sofia D’Alessandro, Dott. Jacopo Pasquali, Prof.ssa Elena Giannarelli
Esecuzione dei lavori
Decorando di Luca Vignola
Edil Giannetti srl
Arch. Massimo Papaleo
Arch. Johannes Maaz
Arch. Alessio Mecocci
Arch. Daniela Sinicropi
Il monastero si sviluppa lungo l’antica via di S. Marta con un prospetto caratterizzato dalla presenza di un tabernacolo d’angolo affrescato da Bernardino Poccetti, e da tre portali d’ingresso uno per ogni parte del complesso. All’interno si aprono due chiostri su cui si affacciano le celle. L’insediamento termina con un grande orto cinto da alte mura.
La parte più antica, composta dall’ingresso monumentale, dal primo chiostro e dalla Chiesa, è stata ampliata, a sinistra, dal secondo chiostro di epoca seicentesca e, a destra, dai recenti locali della foresteria.
La prima raffigurazione iconologica dell’edificio si trova nella rappresentazione, databile all’ultimo quarto del XVII sec., dell’albero genealogico della famiglia Davanzati. Lottiero Davanzati,infatti, con un legato testamentario del 25 aprile del 1336, volle destinare parte dei suoi possedimenti all’insediamento di una comunità monastica chè pregasse per la salvezza della sua anima, insediamento che avvenne poi l’8 settembre del 1343.
Il progetto di restauro inizia nel 2010 con un rilievo generale teso ad individuare le priorità d’intervento.
La problematicità maggiora emersa, è da individuarsi nel complesso quadro fessurativo dell’ala nord del secondo chiostro, caratterizzata, tra l’altro, dalla presenza di corpi aggiunti scollegati dalla muratura principale. Qui, il paramento in pietrame misto è stato consolidato legandolo alla cortina del muro perimetrale.
Con le stesse modalità si è intervenuti anche sui muri perimetrali del piano primo, dove è stato consolidato il solaio che presentava un’evidente flessione al centro.
Sono state inoltre restaurate le coperture di una parte del secondo chiostro, le terrazze e la facciata interna.
Infine, sono stati ammodernati gli impianti tecnologici.
Durante i lavori di restauro è emerso il ruolo che questo edificio ha rivestito, e tuttora riveste, non solo dal punto di vista architettonico ma anche da quello storico-artistico, come “un custode” che per secoli ha conservato e tramandato opere d’arte, paramenti liturgici, documenti storici, arredi, attrezzi da lavoro e oggetti d’uso quotidiano.
Si è compreso, quindi, quanto fosse importante affiancare all’intervento conservativo un progetto organico che valorizzasse l’intero sito e pertanto è stato condotto un censimento del patrimonio storico-artistico ivi presente.
Una prima ricognizione ha confermato la sorprendente quantità e qualità di tale patrimonio, e ha permesso di gettare le basi per un più organico lavoro di studio, che ha preso avvio nel 2014 e che ha interessato gli arredi sacri, i paramenti liturgici e il materiale cartaceo.