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Il Tabernacolo delle cinque lampade

Via Ricasoli angolo Via de’ Pucci

Data: 1998

Committente
Sig.ra Silvana Gamberini Venè

Proprietà
Condominio Via dei Pucci, 9 (FI)

Progetto
Arch. Simonetta Bracciali (progetto architettonico e direzione lavori)

Esecuzione dei lavori
Ditta Dini Daniela (restauro pitture murali)

Il Tabernacolo delle cinque Lampade, così chiamato per la presenza di cinque grandi lampade in ferro battuto, si trova in via Ricasoli angolo via de’ Pucci.
È costituito da un arco a tutto sesto con due lesene ai lati che accoglie due nicchie affrescate: a sinistra, una “Madonna con Bambino e Santi” trecentesca di dubbia attribuzione (Buffalmacco o Lippo di Benivieni), a destra un’opera di Cosimo Rosselli. In basso completa l’edicola un basamento in marmo ottocentesco.
Il tabernacolo fu oggetto di un intervento di restauro curato dai fratelli Cesare e Lamberto Benini nel 1938-1939.
L’intervento di restauro, iniziato nel 1998, si è rivelato alquanto complesso; in corso d’opera, infatti, è emersa la necessità di sacrificare l’equilibrio architettonico dell’edicola, frutto presumibilmente di un intervento ottocentesco, a favore dell’esaltazione dell’affresco del trecento.
La superficie pittorica degli affreschi era molto danneggiata a causa di efflorescenze saline e allo strato di deposito di polvere.
Prima della pulitura sono stati condotti dei saggi nella nicchia con l’affresco trecentesco che raffigurava, allora, solo il volto della Madonna e del Bambino, circondati da una cornice in legno dorato. Rimossa la cornice, al di sotto dell’intonaco che delimitava i volti, è stata rinvenuta la pittura originaria sino allora nascosta. Sono riemersi il trono su cui siede la Madonna col Bambino, il drappo della Madonna, più in basso il volto di un Santo, forse S. Stefano, come da scritta visibile sopra la testa e, ai lati del trono, due angeli. Purtroppo, l’angelo sul lato destro era molto danneggiato a causa di una lesione strutturale che ne attraversa centralmente il volto e il collo.
A seguito di questo interessante ritrovamento, è stato deciso di ampliare la nicchia di sinistra per concedere la massima visibilità all’affresco trecentesco, sacrificando però la simmetria tra le parti.